La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) introduce nuove misure di detassazione su maggiorazioni, indennità, aumenti retributivi e premi di produttività. Un’opportunità concreta per aziende e lavoratori, ma solo se gestita correttamente sotto il profilo giuslavoristico e payroll.
In questa guida ti spieghiamo cosa prevede la norma, quali dichiarazioni servono e come evitare errori operativi.
Imposta sostitutiva 15% su lavoro notturno, festivo e a turni
La prima misura riguarda l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% su maggiorazioni e indennità lavoro notturno, lavoro festivo o di riposo e lavoro organizzato su turni.
L’applicazione non è automatica. L’azienda deve condividere la dichiarazione con tutti i suoi dipendenti e inviare entro il 17 febbraio l’elenco dei lavoratori che hanno selezionato almeno una delle opzioni presenti al suo consulente del lavoro.
Il lavoratore può decidere di:
- accettare l’imposta sostitutiva
- rinunciare all’agevolazione
- revocare una scelta precedente
Per i nuovi assunti o per chi non ha comunicato i redditi 2025, è obbligatorio indicare il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente.
Una gestione corretta richiede coordinamento tra amministrazione del personale, buste paga e consulenza del lavoro, soprattutto in fase di prima applicazione.
Imposta sostitutiva 5% sugli incrementi retributivi da rinnovi contrattuali
La seconda misura prevede un’aliquota agevolata del 5% sugli incrementi retributivi corrisposti nel 2026, derivanti da:
- rinnovi contrattuali
- accordi sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026
Attenzione agli impatti in busta paga
Sono ancora attesi chiarimenti ufficiali su aspetti cruciali come:
- incidenza su straordinari
- ferie e permessi
- mensilità aggiuntive
- altri istituti contrattuali
Per questo motivo è fondamentale analizzare ogni aumento prima dell’elaborazione delle buste paga.
Premi di produttività e partecipazione agli utili: cosa cambia nel 2026–2027
La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sulla detassazione dei premi di produttività e delle somme legate alla partecipazione agli utili.
Quando serve l’autodichiarazione
È richiesta nei seguenti casi:
- assunti nel corso del 2025
- lavoratori con redditi precedenti non noti all’azienda
Anche in questo caso il dipendente può rinunciare all’imposta sostitutiva, rendendo essenziale una gestione documentale precisa e tracciata.
Perché affidarsi a un consulente del lavoro esperto
Le nuove misure di detassazione rappresentano un vantaggio reale, ma anche un rischio operativo se gestite senza un presidio normativo solido.
Con il supporto di una consulenza del lavoro strutturata, puoi:
- applicare correttamente le agevolazioni
- evitare contestazioni future
- integrare payroll, HR e compliance normativa


